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Sicily’s ride Ep. 8 – Etna

15 Agosto 2012 – Sicily’s ride Ep. 8 – Etna

Ok ci sono! Questo è l’ottavo e ultimo episodio delle mie super mega vacanze estive Siciliane!

Sono passati ormai più di tre mesi dall’ultimo episodio, fortunatamente ho intrapreso una nuova via che mi porterà avanti nella vita, di cui inizio a raccogliere già da adesso i primi benefici, e con prospettive prima inarrivabili e adesso vicine tanto da saggiarne le “bontà”. Con grande dispiacere ho dovuto mollare l’attività agonistica, per far spazio a nuove responsabilità, inoltre ho tralasciato fino a dimenticare quest’ultimo capitolo. Ultimo si, ma non meno importante! Per chi mi è vicino nel mondo dello sport, non temete, ho ripreso come da programma ad allenarmi per l’attività agonistica 2013, preparatevi a prenderle di santa ragione!

Per tutti gli altri, non preoccupatevi, non ho intrapreso strane strade verso il matrimonio ne tanto meno sono arrivati neo nascituri. Sono andato semplicemente a vivere da solo!! YEAH!!!

Una delle tappe programmate “obbligatorie” era l’Etna, la famosa montagna eruttiva Siciliana, che si innalza per circa 3300 metri, altitudine variabile a seconda dell’umore di quest’ultima. Dovete sapere che è in continuo movimento, da anni è vietato superare i 3000 metri per motivi precauzionali. D’altronde si tratta di un vulcano! Il più alto d’Europa!

Il giro da compiere è stato calcolato in base a un precedente esperienza fatta l’anno prima a piedi. Ma non ne ero tanto soddisfatto, tanto da cercare in lungo in largo sul web una possibile traccia gps che potesse guidarmi con soddisfazione.

Dopo mille tentativi, con migliaia di megabyte scaricati da internet, info qua e la, non complete e a volte totalmente inutili mi ritrovo ad acquisire preziose informazioni per puro caso su canali tradizionali! Durante il viaggio per Lipari, sul traghetto, intravedo una coppia di ciclisti fuori stradisti. Dopo giorni di solitudine sportiva, sono i primi avvistati in tutta la Sicilia! Tra i pochi esseri umani a fare attività fisica con tali condizioni climatiche!

Li conosco, amicizia fatta, e fù così che mi ritrovo davanti alla massima conoscenza territoriale basata sull’Etna!!! Vivono ai piedi della grande montagna, con precisione a Nicolosi. Informazioni ricevute e acquisite mi sento risoluto e pronto a godermi la futura impresa. Il giro prevede di salire in cima da Sud, scendere da Nord Est e tornare al campo base in altura, in senso antiorario, GRANDIOSO!!!

Eccomi, campeggio Etna di Nicolosi, tenda piazzata e pronto a partire! Vista la situazione porto con me scorte d’acqua. Qui non esiste la possibilità di trovare fonti durante il tragitto, meglio prevenire!

Prendo l’auto e mi dirigo al rifugio Sapienza, a circa 2000 metri. Durante il trasferimento mi fermo e intravedo i piccoli vulcanelli.

Non manca la visione del vulcano madre.

Arrivato al punto di partenza, trovo parcheggio e mi preparo. Eccomi bello e pronto, sullo sfondo si intravede la cima.

Inizio a salire, ma non riesco a proseguire senza fermarmi di continuo a guardare le maestosità che la natura ci regala, tanto belle quanto devastanti al tempo stesso.

Il terreno è sabbioso, la gomma posteriore ormai consumata, fà fatica a racimolare attrito.

Il paesaggio varia di continuo, alcune volte sembra totalmente marziano.

Arrivo allo stop! Da quel punto in poi è vietato proseguire. Non resisto, indietro non ci torno! Do l’ultimo sguardo e poi “svirgolo” via!

Siamo a più di 3000 metri. Nota: le temperature sono intorno ai 23 gradi, ma il sole scalda e arriva con tutta la sua potenza. A questo punto sono salito di 1000 metri in poco più di 10km!

Mi gusto il paesaggio, immenso e surreale!

Arrivo in cima, o meglio, sotto le cime. Tra il cratere centrale e il nuovo. Sono sui 3100 metri, andare più su si può ma a piedi, sul sabbione lavico. La decisione ricade sul proseguire, ma prima, come promesso devo costruire un monumento al grande maestro Agostinone, colui che sa e sempre saprà per l’eternità! In gigante con sassi lavici un bel TUAAAZZZ!!

Proseguo e inizio scendere, direzione piano provenzana.

A circa 1800 metri arrivo al bosco, tagliato in due delle ultime colate. Alcuni alberi inceneriti sono ancora li a dimostrazione del inferno venuto in terra!

Mi fermo a rifugio Brunek, faccio rifornimenti, noto con stupore che ho bevuto poca acqua. Abituato a temperature infernali, ho tagliato in due il montagnone con pochi rifornimenti idrici.

Inizio il percorso dell’altomontana, per esperienza controllo ad ogni bivio la corretta direzione, i cartelli ci sono, ma indicano quasi sempre il punto prossimo, e non la destinazione.

Mi ritrovo a passare all’interno di folti boschi e su lunghe lingue di lava.

Alcune sono molto vecchie, su di esse il nulla. Totalmente prive di vita, niente alberi o pianticelle, dure come metallo e sobrie come le ceneri.

Mi fermo a uno dei rifugi presente lungo il tragitto, mangio e riposo su comode panche di legno!

Dopo una breve ricarica, mi rialzo e riparato, continuo il mio viaggio verso il punto di partenza.

Non posso fare a meno di fermarmi ad ogni stranezza naturale!

Quasi arrivato mi godo l’altura per l’ultima volta.

Arrivato al campo base non può mancare l’ormai monotona ma preziosa anguria!

Che dire, esperienza unica, da ripetete al più presto, e consigliata a tutti!

Ringrazio dal profondo del mio cuore Francesco ed Elisa, per l’amicizia, i suggerimenti e le motivazioni. Senza di loro non avrei mai potuto realizzare un finale così imponente e sensazionale! GRAZIE!

Distanza totale: 67.64 km
Altitudine massima: 3050 m
Altitudine minima: 1381 m
Totale salita: 2348 m
Tempo totale: 10:33:26

3 comments

  1. Antonino

    Caro presidente, Grazie per compliementi. Per quanto riguarda il cibo: non è di sola anguria che campo. 😉

  2. biagio

    Bellissimo! La domanda nasce spontanea… Ma come fai a vivere di sola anguria?? Notevoli le foto..

  3. biagio

    Bellissimo! La domanda nasce spontanea… Ma come fai a vivere di sola anguria?? Notevoli le foto..

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