«

»

Sicily’s ride Ep. 6 – Vulcano

08 Agosto 2012 – Sicily’s ride Ep. 6 – Vulcano

Eccoci qua! Sesto episodio! Come da programma vado su Vulcano, a mio avviso l’isola più caratteristica di tutte, fatta eccezione per Stromboli di cui non ho avuto modo di passare a salutarla. Forse dopo quest’ultima è quella più giovane, infatti uno dei crateri è ancora attivo, anche se a vista non lo sembra. La possibilità di ritrovarti a ispezionare un vulcano, su un isola, per me è molto entusiasmante. L’ho notata da lontano mentre giravo su quella di Lipari ed è stato subito amore a prima vista, pertanto oltre a pedalarla, ho deciso di corteggiarla!

Parto sempre dal campeggio Baia Unci, e prendo il traghetto la mattina presto alle 6.30. Il ritorno è alle 10.35, ho poco tempo. Sempre in giornata devo smontare tutto e partire per la provincia di Agrigento, un deviazione necessaria per passare a trovare parenti e amici, in particolare due di quest’ultimi andranno ad affrontare l’esperienza del matrimonio.

Arrivato mi dirigo verso Vulcanello, un piccolo cratere spento. Poco pedalabile, ci giro intorno e scatto qualche foto, mentre il sole si appresta a elevarsi su in alto.

Passo dalla valle dei mostri, enormemente incuriosito dal nome, mi ritrovo tra sabbia nera e strutture di lava che emergono come se fossero artificiali, stupefacenti in termini di forma e posizione.

Esco da sabbione, strana da vedere e toccare, è comunissima sabbia, ma di origine vulcanica.

Mi fermo in una delle spiagge, ammiro il paesaggio, e mi siedo sulla colata infernale!

Ho poco tempo, quindi mi dirigo subito ai piedi di Vulcano, così chiamato il vulcano dell’isola di Vulcano (lo so, ti incasinano la testa). Scopro che non puoi salire in bici, è vietato. Lascio il mezzo in custodia della gentile signora che lavora alla biglietteria, e vado su a piedi.

Sono circa un chilometro di salita, con 300 metri di dislivello. Mi fermo ogni tanto ad ammirare il paesaggio.

Riprendo a camminare, noto che il terreno cambia, da sabbioso diventa compatto e muta di colore.

Arrivo su in cima, e noto uno strano paesaggio marziano.

Ammiro, il cratere fumante, e mi fermo a fare colazione. Sento un incredibile sensazione di “piccolezza”. Inoltre intimo i passanti a fare silenzio, non vorrei che si svegliasse!

Rivolgo la fotocamera dall’altro lato e riprendo Vulcanello circondato dal mare, giusto per non lasciare indietro nessuno.

Il tempo è tiranno, lo sappiamo tutti, vado via subito dopo aver fatto colazione. Sono soddisfatto, qui la natura ha lasciato un messaggio molto forte e importante che ho accolto più che volentieri; Il cratere è li a dimostrare quanto sei piccolo, un piccolissimo puntino lungo tutta l’evoluzione. Rispetto per la natura SEMPRE!!!!

Percorro tutta l’isola e passo sopra il cratere piatto, ancora più grosso di quello di Vulcano, ma ormai consumato dal tempo e invisibile all’occhio inesperto. Mi dirigo a Gelso, riesco solo a fare qualche foto dall’alto, purtroppo è ora di tornare!

Torno giù al porto, di corsa, faccio il biglietto del ritorno, e attendo la nave.

Avventura breve ma intensa, è la prima volta che osservo da così vicino la bocca di un vulcano di persona, sensazioni nuove, educative e come dice sempre quel “tale” A BOMBAZZZZZA!!!!!!!

Alla prossima, stay tuned!

Distanza totale: 45.3 km
Altitudine massima: 401 m
Altitudine minima: -7 m
Totale salita: 850 m
Tempo totale: 06:09:54

Lascia un commento