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Sicily’s ride Ep. 5 – Lipari

05 Agosto 2012 – Sicily’s ride Ep. 5 – Lipari

Isole Eolie, di origine vulcanica, con ben due “bocche” ancora attive, quella di Stromboli e di Vulcano. Molto caratteristiche per le spiagge nere, sassose e in alcuni casi sabbiose. Il mare è stupendo, cristallino e rinfrescante. Ho deciso di sostare sull’isola di Lipari, e di girarla tutta, per poi passare a Vulcano. Non ho abbastanza tempo per “pedalarle” tutte, bisogna tener presente che Stromboli, Filcudi e Alicudi non sono ciclabili, mentre Lipari, Vulcano e Salina lo sono. Panarea è un caso a parte, è piccola, a mio avviso conviene andare a piedi e godersela su due “gambe”.

Parto dal campeggio Baia Unci, ben attrezzato, situato a Canneto, più a nord dalla città di Lipari. A 10 metri c’è pure la spiaggia. Praticamente un perfetto campo base.

L’itinerario è semplice, girare tutta l’isola, foto alle spiagge e andar su sulla cima più alta. Inizio così a pedalare lungo le vie che portano alle coste, da subito inizio ad ammirare i paesaggi e mi fermo di continuo per lo scatto perfetto.

Passo dalle cave di pomice, e scendo giù dove scopro un piccolo porto, completo di spiaggia, incantevole direi!

Vado su e giù per tornanti, qui si sale e si scende di continuo, e accumulo altimetria come se fossero chilometri.

Passo dai vari borghi, spettacolari centri abitati a due passi delle nere spiagge, piene di turisti che già alle prime luci sono in posizione, pronti ad accogliere il sole che si porta su in alto a scaldarci.

Mi inoltro su dei sentieri, che mi portano in angoli nascosti, dove lo sfondo viene popolato dalla vicina Salina e dai fichi d’india. Quest’ultimi molto popolari sull’isola.

In alcuni casi le strade non portano da nessuna parte, la mancanza di segnaletica mi fa percorrere qualche chilometro in più, e così spesso mi ritrovo a scende giù dalle coste, velocemente per poi risalirle molto lentamente, a piedi. Se nelle location precedenti avevo problemi con la presa della gomma sul terreno, qui il problema si presenta al contrario, con pendenze elevatissime in alcuni casi rischio di cappottare.

Inizia a fare caldo, mi fermo tutte le volte che trovo una sorgente d’acqua, e mi riposo. Le temperature sono intorno ai 40 gradi.

Durante il tragitto, mi ritrovo a percorrere una strada sterrata che ho intravisto da lontano, mi inoltro e con gran piacere scopro che si tratta si un canyon tra le rocce di lava e pomice.

Vado giù spedito, cerco di rinfrescarmi con l’alta velocità.

Arrivato giù mi fermo a mangiare, e decido di approfittare dell’enorme quantità di fichi d’india, con grande maestria pulisco i frutti dalle spine, e tutto contento me li gusto, soddisfatto di averla passata liscia dalle armi letali di cui sono dotate le piante. Ma non sarà così…..

Riprendo il cammino, e mi avvio con il chiudere la circonferenza, ormai il termometro è arrivato a 45 gradi! Grande prova di forza per il fisico, tanto da essere sempre alla ricerca di fonti d’acqua.

Arrivo su un’altura che costeggia la città di Lipari dall’entro terra, mi fermo e approfitto dell’acqua che trovo in giro, scatto qualche foto e vado più in alto.

Stupenda la città, incredibilmente turistica, attiva sotto ogni punto di vista, dal mare alla vita notturna alle escursioni interne e sulle altre isole.

Decido di tornare al campeggio, il gran caldo mi ha stremato, il termometro non scende sotto i 42 gradi all’ombra, tanto da non credere ai miei occhi!

A titolo informativo ho provato lo stesso percorso il giorno dopo, alle prime ore della sera, tutta la circonferenza è stata percorsa incredibilmente con qualche sorso dalla borraccia, ovviamente senza errori di percoso. Questo mi fa pensare a come dovrò organizzarmi per l’ultima location, in particolare con gli orari e le scorte d’acqua, per vostra curiosità si tratta della grande montagna; L’Etna.

Per la cronaca, arrivato al campeggio ho dovuto buttare via i guanti perchè le spine sono penetrate nel tessuto e non venivano più via. Inoltre molte sono “volate” sulle mie braccia e sulle gambe, sono così piccole e sottili da non vederle, ma le senti, e come, in particolare dopo la doccia me li ritrovo tutte attaccate alle pelle, così mi tocca lavorare di pinzette per un ora circa per staccarle via tutte.

Ci vediamo al prossimo episodio, sul camino di Vulcano! Stay tuned!

Distanza totale: 48.09 km
Altitudine massima: 357 m
Altitudine minima: -3 m
Totale salita: 1409 m
Tempo totale: 07:55:04

2 comments

  1. Gianni_MTB

    Bellissimo ti invidio tantissimo, grande Antonio.

    la seconda foto la uso come sfondo del nuovo sito internet.

    ciao alla prossima tappa.

    1. Antonino

      Grazie!, in realtà l’ho fatta apposta, per vedere se eri attendo!

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