Sicily’s ride Ep. 2 – Monte Monaco – seconda parte

25 Luglio 2012 – Sicily’s ride Ep. 2 – Monte Monaco – San Vito Lo Capo (TP)

Un grazie a tutti coloro che hanno saputo apprezzare, le loro lodi verranno investite per creare nuove motivazioni a proseguire nel mio viaggio. Grazie, grazie di cuore, e godevi il secondo episodio!

Come da programma, mercoledì riprovo a fare il tragitto. In testa mi gira solo una cosa, arrivare fin su al monte Monaco! Costi quel che costi. Ho acquisito nuove esperienze, in particolare a fare attenzione con l’idratazione. Le temperature sotto il sole arrivano fino ai 40 gradi, meglio designare il percorso con più attenzione e evitare strade “chiuse” e impercorribili. Un’altra cosa molto importante è la scarsa presenza di rifornimenti idrici, e di ripari contro il sole, i boschi sono pochi, l’unica alternativa sono i campi di ulivi.

Si parte, di nuovo. Sta volta ho la certezza assoluta di concludere alla grande, ma ovviamente bisogna calcolare gli imprevisti. Da quasi tre giorni il maltempo continua a farmi visita, sembra quasi di stare in alta montagna per la precarietà meteo. Decido comunque di partire. Sono le 7.15.

Ripercorro l’asfalto, e in alcuni casi a seconda delle angolazioni sembra che il meteo sia da “spiaggia”. Ma non sarà così.

Vado su tranquillo, le alture coprono le nuvole, spero che il vento li porti lontano.

Passo dal Castello Baida e inizia lo sterrato, sul fronte affiorano nuvole minacciose. Inizia a piovere, anzi pioviggina, e che sarà mai? Ma arriva quella grossa, e per paura di rovinare l’attrezzatura torno al castello e mi riparo, sistemo tutto per bene guardo il cielo stringo i denti e riparto, ormai sono più che motivato a proseguire. Purtroppo devo astenermi dal fare foto.

Superata l’altura inizia la discesa, una strada asfaltata abbandonata, piena di rocce cadute dalle alture adiacenti. Non riesco a documentare nulla, piove brutalmente, e la temperatura segnata è di ben 20 gradi! Arrivato alla fine della strada smette di piovere, e mi incammino sulla statale che porta a Castelluzzo, questa volta non mi fermo per rifornirmi, sono “carico” abbastanza, ho con me pesche e acqua in abbondanza, non parlare dell’umida raccolta sulla divisa, praticamente sono inzuppato d’acqua.

Arrivo a San Vito Lo Capo, e giro per il lungo mare, come al solito a controllare la “situazione”. Sono meravigliato dalla presenza di balneari, nonostante il vento, e la pioggia appena passati.

Giro per il molo per dare un’occhiata al mio obiettivo, noto che le nuvole sono ancora li in agguato.

Riprendo la strada, ripasso per il lungo mare, saluto tutti e vado su spedito, le forze ci sono i rifornimenti pure.

Inizia la prima parte di asfalto, poi arriva il pezzo forte su sterrato. Percentuali disumane e un terreno su cui le mie Rocket Ron non fanno presa, mi costringono a spingere il mezzo.

Mi fermo a recuperare, e osservo l’ingresso nord per la riserva dello Zingaro.

Altro punto panoramico, San Vito dall’alto.

Riprendo a salire, spingendo, evito di fare l’eroe per non ammazzarmi di fatica, inoltre il terreno è pericoloso per le gomme. Nota: la prossima volta per andare sul sicuro è meglio montare qualcosa di più “pesante”.

Arrivo su in cima, un respiro di sollievo mi accoglie, e mi dico: Ne valeva la pena!

Mi fermo circa un’ora a godermi “l’altura”, lascio asciugare il vestiario, che tra pioggia, aridità e sudore non ne può più! Sono passato passato da 20 a 37 gradi in meno di 1 ora!

Mi preparo per il rientro, decido di indossare solo la maglia intima, il caldo si fa sentire, ormai siamo nel pieno delle ore pomeridiane. Inizio a scendere e mi godo l’alta velocità, vado giù a cannone e in meno di pochi minuti finisce il divertimento…. peccato!

Inizia il ritorno su asfalto. Mi fermo al primo market e prendo una piccola bottiglia d’acqua. Arrivato sulla strada asfaltata abbandonata, dove prima persisteva un alluvione adesso il caldo l’ha trasformata in un forno! E per di più in salita. Mi fermo e mi riposo ai piedi di un ulivo, bevo e con stupore mi accorgo che ho finito l’acqua!

La salita è lunga circa 1 ora al 8%, sotto il sole, ombra zero, acqua zero. Mi carico di motivazioni, so per certo che una volta arrivato su in cima si scende su sterrato veloce, inoltre prima di arrivare poco dopo il Castello di Baida c’è una sorgente, molto trafficata dagli abitanti del luogo. Arrivato su in cima con i nervi ben saldi inizio a scendere con un sorriso che mi accompagna fino al beveraggio. Scendo dalla bici e mi “riempio” d’acqua fino all’orlo! Ormai sono arrivato! felice e soddisfatto mi fiondo sulla anguria e la disintegro in pochi minuti! Alla fine ho  percorso ben 80km con ben 2000 metri di dsl!

Con questo episodio si conclude la prima avventura. Adesso mi trasferisco sull’isola di Favignana, dove spero di continuare a stupirmi e a stupire con nuovi episodi, foto ed emozioni.

Alla prossima ROCK ON!

Distanza totale: 82.93 km
Altitudine massima: 604 m
Altitudine minima: -5 m
Totale salita: 2005 m
Tempo totale: 08:08:33

1 comment

  1. Grandissimo

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